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Il rapporto tra testo e immagini in una narrazione è molto delicato. Può dirsi davvero riuscito quando il dialogo delle une con l’altro è talmente forte da dar luogo a una danza che musica la storia tutta; senza che nessun tratto prevarichi su alcuna parola e senza che nessuna parola metta in ombra alcun colore. Questo rapporto si complica ancor più quando si tratta di storia a fumetti (o graphic novel che dir si voglia).

La notte dei giocattoli - Dacia Maraini, Gud

Si complica perché, sebbene sia in una nuvoletta soffice e dai contorni morbidi (qui addirittura sfumati), il testo sembra avere un proprio ben definito spazio; la difficoltà sta nell’intarsiarlo nelle illustrazioni. Inserire le parole esattamente laddove esse albergano, nel punto giusto, nell’esatto attimo in cui esse sono proferite; come un intarsio, appunto: ché a mettere una gemma nell’alloggiamento sbagliato finisce che traballa, perde luce, non ne restituisce, a volte perde la presa e si smarrisce.

Però gli autori, quelli veri, queste complicazioni sanno evitarle; evitarle è il loro mestiere che si fa arte. Non succede spesso che l’armonia sia completa e di conseguenza la lettura appassionata e coinvolta, ma La notte dei giocattoli, raccontata da Dacia Maraini e disegnata da GUD, è il caso.

Giulia è una bimbetta dai capelli scompigliati e dagli occhi vispi (sempre sorpresi) dietro a un paio di occhialoni che ne amplificano la vivace curiosità. Non ha voglia di andare a letto, di restare sola al buio; ha paura. Col buio però avviene nella stanza di Giulia quella magia che tutti i bambini, prima o poi, avrebbero voluto (e vorrebbero) si verificasse nella propria: i giocattoli prendono vita e interagiscono fra loro e con Giulia stessa. Tra i giocattoli, però, non regna affatto l’armonia: ciascuno di essi è portatore, cocciuto, di un carattere ben definito, spigoloso, nel bene e nel male.

La notte dei giocattoli - Dacia Maraini, GUD

C’è la bambola di pezza dal carattere forte, il soldatino di legno ligio al suo ruolo, portato all’umiltà e all’obbedienza; c’è il pupazzo capitalista e dittatore che non conosce gratitudine o pentimento. Tutti insieme danno vita a una storia che non si cura (e questo ci piace molto) di ammorbidirne “l’umanità”; una storia che non ha paura o esitazione di affrontare i punti di svolta senza pietismi o patetismi. Una storia anch’essa con un proprio carattere che si gusta fino in fondo senza mai scadere nella trappola della banalità. Una favola lieve e complessa suddivisa alla maniere classica in capitoli (otto) alla fine della quale sarà naturale riflettere sul valore dell’eroismo, dell’altruismo e dell’uguaglianza.

Se siete curiosi di come i pastelli ad olio che hanno donato tanta profondità e intensità a Giulia e ai suoi compagni d’avventura giocattoli si coniughino con diverse tecniche digitali guardate qui, proprio sul sito di GUD, come è nata la copertina. Vi piacerebbe leggere un’anteprima de La notte dei giocattoli? Tunué, che pubblica questa storia a fumetti nella ricca collana Tipitondi, ve ne offre la possibilità qui.

La notte dei giocattoli - Dacia Maraini, GUDTitolo: La notte dei giocattoli
Autore: Dacia Maraini, GUD
Editore: Tunué (Tipitondi)
Dati: 2012, 96 pp., 14,90 €

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